Fonte: beautiful-actorsRyan Gosling
So che ancora non sei arrivata all’ultima puntata ma è tutto il giorno che la sento e volevo condividerla. Il testo rappresenta appieno quello che sento durante questi giorni e mi piace tantissimo. Sono felice di poter condividere con te le mie emozioni.
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A 3 giorni dal derby questo è il discorso che ogni allenatore dovrebbe fare alla squadra. Da brividi.
Fonte: youtube.com
“No vabbe. E mo?” “E mo niente fratè, tocca fasse n’altro derby” “Te lo dico io non je la faccio a vederla, me posso sentì male serio”.
Mai nella storia di Roma è successo di attendere un derby così. Stavolta è seria, si assegna un titolo che è, a questo punto, fondamentale per la stagione di Roma e Lazio. Il derby di Roma in finale di Coppa Italia, in mondo visione, possibile svolta europea per chi ne uscirà vittoriosa e per giunta, si spera, giocato a Roma. Quale migliore occasione di questa per tv, giornali e radio per ricamare, costruire e inventare trasmissioni, approfondimenti e reportage? Il problema è che sono tutti bravi a parlare di quello che succederà sul campo prima, con l’ annuncio di formazioni e pronostici, durante, con cronache live in centinaia di lingue, e dopo, con lunghissime trasmissioni di approfondimento. Il problema è capire come diamine possano stare i tifosi (premettendo di non considerare “tifosi” quelli che useranno questa sfida come presupposto per farsi mandare in galera) di Lazio e Roma prima, durante e dopo la partita. Decidere di entrare nella testa della piazza per capirne il pensiero sarebbe esercizio inutile e pressoché impossibile, forse però una sensazione in comune tra tutti, grandi e piccoli tifosi giallorossi e biancocelesti, esiste. C’è infatti un malessere diffuso che comincia a farsi sentire quando si prende consapevolezza che il derby è vicino e che si esaurisce solo dopo il triplice fischio dell’arbitro, diventando talvolta profonda gioia, talvolta delusione e “rodimento” al solo pensiero che l’indomani si dovranno subire prese in giro a non finire. Una sensazione di ansia mista ad agitazione che colpisce il ventre e si concentra sulla bocca dello stomaco. Prende a tutti. Sia che si salgano le scalinate grigie della tribuna Tevere prima che il verde dell’Olimpico esploda sotto gli occhi, che si rimanga a casa davanti alla televisione con il volume a livelli improponibili. Poco ma sicuro, lo stadio sarà quello delle grandi occasioni, stracolmo (nonostante le previsioni sui prezzi, argomento che non è il caso neanche di sfiorare per evitare apologie alle istituzioni), pronto ad accogliere le squadre in campo come mai durante tutta la stagione e tutta la città sarà una deserta luminaria di televisioni accese e finestre aperte. Di contro, nonostante lo spettacolo gustare, con ogni probabilità alcuni tifosi combatteranno l’ansia semplicemente e per evitare autoflagellazioni evitando di vederlo.
“Famo altro!”. Strano? Neanche troppo! (C’è chi non ha rinnovato l’abbonamento dalla tensione da stadio). Rimedi naturali e consigliati per la “psicosi da derby”: una bella giornata a Fregene al mare, doccia, aperitivo e cena fuori, oppure perché no Tiziano alle scuderie del Quirinale e cena a via della Scrofa da Alfredo. Sennò ancor meglio, vista la coincidenza del derby con le elezioni del sindaco di Roma, ci si potrebbe scervellare sugli exit-poll e non sul nome della prima punta migliore da schierare.
“Poi dopo ce pensamo…”. Ma se i derby di campionato sono un campionato a sè, una stagione nella stagione, questo che roba è? Non si è abituati a gestire la tensione per un appuntamento con il derby così, un conto è in campionato, che se si perde non è una tragedia a parte lo sfottò, oppure il “vabbè all’andata ‘emo vinto!”, non è troppo tragico, un conto è a Maggio in finale di Coppa Italia. L’unico consiglio che un bravo psicologo darebbe è: “Non ce pensà.. Fai altro. Poi il giorno stesso ce pensi”. Proprio là capisci che pure il bravo psicologo, in realtà tifoso, se la sta facendo sotto quanto e più di te. Non c’è rimedio!
perfetto (via solomesola)
bellissimo…e te sei incredibile lasciatelo dire questa volta per favore..
(via solomesola)